"Sono un insegnante di musica e sport, l'11 settembre di dieci anni fa ero al lavoro, a Seattle, insegnavo in una scuola media. Quel giorno abbiamo capito che l'America era sotto attacco, nessuno di noi poteva credere a quello che stava vedendo alla televisione, a quelle due torri che stavano cadendo, e poi il nulla". Russell Jacquet Acea, americano di Seattle, ricorda così, dal Game Centre di Lignano 2011, il suo 11 settembre. 58enne, gareggerà nel massacrante decatlon, in programma da domani: "Sono reduce da 27 ore di volo, da Seattle a Lignano passando per New York, Roma e Venezia: sono qui per lo spirito dell'atletica, che è quello di dar sempre il massimo e girare il mondo. Ai Mondiali Master di atletica di Sacramento ho fatto un sesto posto, qui punto al podio. Del resto, neppure da ragazzo andavo male: ho ancora il primato della mia università New York State University sui 400 ostacoli. In quella gara arrivai secondo: vinse Edwin Moses…". Tornando all'anniversario dell'11 settembre, Jacquet Acea si dichiara scettico sulla versione ufficiale: "Sono convinto che ancora oggi ci siano diversi punti oscuri: mi sono documentato, condivido il dolore delle famiglie dei quasi 3000 morti, ma l'America ha risposto con due guerre che sono costate un trilione di dollari, e ci sono tante altre domande a cui il pubblico americano vorrebbe avere risposte, come ad esempio il crollo che pare controllato delle torri e tutte le incognite dell'attentato al Pentagono. Amo il mio Paese e voglio sapere la verità". |